Conclusa a Milano la sesta edizione del Bra Day (Breast Reconstruction Awareness Day) dal titolo ‘Ritornare prima come prima’, la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione e alla consapevolezza sulla ricostruzione mammaria dopo un tumore al seno. Uno splendido pomeriggio di incontro, confronto e testimonianze nella cornice degli uffici KPMG (con vista mozzafiato su Milano). Promosso dalla Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-Rigenerativa ed Estetica) in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) l’evento ha visto la partecipazione degli specialisti coinvolti nel progetto fin dalle prime edizioni e molte donne che hanno avuto l’esperienza del tumore mammario e della mastectomia, pazienti anche appena operate e altre che hanno vissuto quell’esperienza anche a distanza di molti anni.
Eravamo presenti anche noi e qui abbiamo deciso di riportare le domande e gli interventi delle donne presenti nella sala perché è stato un vero momento di confronto utile per sciogliere dubbi e paure. Questo è il nostro obiettivo da sempre.
Operata molti anni fa, devo cambiare le protesi? E con quale tecnica? E chi paga?
Una donna operata di mastectomia quasi 18 anni fa chiede se sia il momento di sostituire le protesi, con quale tecnica e a carico di chi.
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Le protesi non hanno una data di scadenza
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Francesca De Lorenzi
Approfondimento in arrivo: Protesi al seno dopo molti anni: vanno sostituite?
BRCA mutate ma sane: cosa è meglio fare?
Una partecipante chiede se, con un BRCA mutato e senza tumore, vada fatta la mastectomia e quali alternative ci siano. Viviana Galimberti parte dai controlli più serrati e arriva alla mastectomia profilattica con ricostruzione, una decisione da maturare nel tempo e con il supporto delle psico-oncologhe.
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Avere un gene mutato non vuol dire necessariamente sviluppare un tumore nell'arco della vita
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Viviana Galimberti
Approfondimento in arrivo: BRCA mutato ma sana: controlli serrati o chirurgia preventiva?
La contrattura capsulare: da che dipende? La scelta della tecnica operatoria e le terapie
Dopo una contrattura capsulare e una nuova operazione, una donna chiede se la tecnica pre-pettorale potesse essere adatta a lei. Mario Rietjens e Francesca De Lorenzi spiegano perché servono dati più solidi e perché la scelta va personalizzata.
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La pre-pettorale non è per tutte le pazienti
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Francesca De Lorenzi
La dermopigmentazione, ‘la ciliegina sulla torta’, e le protesine esterne che mimano il capezzolo
Dermopigmentazione dell’areola e protesine tridimensionali esterne: due soluzioni per chi ha subito l’asportazione del capezzolo. Intervengono Mario Rietjens e Viviana Galimberti.
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Nei casi in cui si debba rimuovere il capezzolo noi consigliamo di fare la dermopigmentazione
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Mario Rietjens
I relatori che ci hanno aiutato a rispondere alla domande
- Francesca De Lorenzi, direttore dell’Unità di innovazione, sviluppo e organizzazione allo IEO di Milano e specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva.
- Viviana Galimberti, direttore della divisione di senologia chirurgica allo IEO di Milano e responsabile Women’s Cancer Center.
- Mario Rietjens, direttore della divisione di chirurgia plastica allo IEO di Milano.
Per approfondire su manisulcuore.it
Per un quadro generale sulla ricostruzione del seno c’è la guida Mastoplastica ricostruttiva, le tecniche. Sugli stessi temi abbiamo già pubblicato:
- Mastectomia preventiva e ricostruzione immediata
- Dermopigmentazione mammaria e tatuaggi per ridisegnare l’areola del seno
- Capezzoli: tutto ciò che c’è da sapere
- Il seno rifatto si vede? Dall’effetto fake al rippling
- Registro nazionale protesi mammarie: pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale, cosa cambierà?




