Seno sceso, cadente, dimagrito, svuotato. Decolleté invecchiato, con la pelle assottigliata. Ed è arrivata l’estate. Che fare?
“Come rassodare il seno?” è la domanda è tra le più frequenti che ricorrono online e sui social in questi giorni, insieme alla ricerca di creme e sieri che idratano e tonificano anche il décolleté.
Rassodare il seno a ridosso delle ferie estive è impresa difficile e si può andare incontro anche a ‘tranelli’ commerciali e rimedi lampo ma che poi non funzionano, ciò che ‘brilla’ (spot, messaggi commerciali, testimonial vari) infatti può essere sinonimo di soldi spesi inutilmente. Cosa si può fare quindi per correre ai ripari adesso e cosa, invece, pensando a soluzioni a più lungo periodo?
Risponde alle domande più frequenti delle donne il dottor Maurizio Cavallini, chirurgo plastico e presidente della Società italiana di medicina ad indirizzo estetico Agorà, che ringraziamo e che sottolinea un principio che vale sempre quando ci si prende cura del proprio corpo: “In estetica, come nella medicina, bisogna agire per tempo e con costanza non una tantum. I trattamenti fatti a ridosso dell’estate possono dare risultati parziali. Altra cosa sono le terapie estetiche da seguire nel lungo periodo, indicate per rassodare il seno”.
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Come proteggere il seno dal sole?
Regola ‘madre’ di tutte le altre, e che vale per tutto il corpo: la protezione solare. Inutile ‘rassodare’ con creme e trattamenti se la pelle è sottoposta al solleone ogni estate. Il conto arriva presto: il décolleté presenterà una pelle sempre più disidratata, con cheratosi e ipercheratosi, macchie, rughe.
Quali filtri protettivi usare sul décolleté e sul seno, se ci si espone ai raggi ultravioletti? Risponde Maurizio Cavallini: “Il décolleté ha una pelle ed una anatomia diversa dal seno. La qualità della pelle del decolletè è sottile e molto soggetta allo stress solare. E’ bene attenersi ad esposizioni limitate per i primi giorni di vacanza. Quindi per i primi 2 o 3 giorni evitare i ‘bagni di sole’ e applicare con costanza un filtro solare con Spf elevato, almeno 50. In questo modo il corpo ha il tempo di produrre la melanina protettiva che aggiunge un’ulteriore protezione. Così dal quarto giorno si possono usare filtri con livelli di protezione leggermente più bassi, cioè Spf 30 oppure 20″.

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Come rassodare il seno in poco tempo?
“I miracoli non ci sono, bisogna agire per tempo e sempre con una combinazione di cure: la prima è l’esercizio fisico che viene spesso trascurato. Invece è bene rafforzare i pettorali e i deltoidi, che sono la struttura ‘portante’ del seno. Inoltre ci si può sottoporre a trattamenti bio-rivitalizzanti, come micro iniezioni che rilasciano nella pelle sostanze ristrutturanti, come i poli-nucleotidi ad azione elasticizzante spiccata, inoltre micro-iniezioni di acido ialuronico e aminoacidi, ad effetto tonificante e elasticizzante. Terapie e risultati dipendono però anche dall’età e dallo stile di vita” ricorda Cavallini.

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I miracoli non ci sono, bisogna agire per tempo e sempre con una combinazione di cure.
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Creme rassodanti per il seno, cosa sono e cosa fanno?
Ci sono creme e creme, ricorda Cavallini: “Molte sono semplicemente idratanti dello strato più superficiale e danno comunque una maggiore elasticità. Poi ci sono i sieri e le creme che hanno una maggiore capacità di penetrazione nella pelle, ad esempio a base di oleosomi, vettori-carrier che riescono a penetrare l’epidermide. Inoltre è recente l’utilizzo di fattori di crescita che ricopiano sinteticamente e fedelmente quelli che il nostro corpo produce. Sono creme di alta tecnologia ad effetto maggiore. Va però detto che l’obiettivo realistico è quello di tonificare, idratare e dare più elasticità alla pelle e che nessuna crema solleverà di nuovo le mammelle molto invecchiate o cadenti”.

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Come rassodare un seno cadente? E dopo la gravidanza o dopo un dimagrimento?
“Non si può recuperare un seno cadente e renderlo sodo solo con creme o punture, – sottolinea lo specialista. – Un seno avvizzito, svuotato o cadente e che crea reale disagio si può recuperare solo con la chirurgia estetica e tutto dipende dal seno di partenza. Si può ricorrere ad una mastoplastica additiva o una mastopessi, ovvero un lifting del seno. Sono operazioni chirurgiche che danno ottimi risultati e che permettono di tornare ad una condizione di partenza di sollevamento delle mammelle. Sono però interventi chirurgici e lasciano delle cicatrici. Per la mastoplastica additiva sono, ad esempio, a semi-luna intorno alla areola o posizionate qualche centimetro sotto il solco mammario. Per la mastopessi invece le cicatrici sono più estese: una circolare intorno all’areola ed una che scende verso il solco mammario. Si tratta di cicatrici a forma di T invertita. L’intervento chirurgico è indicato solo se il disagio psicologico supera il disagio delle cicatrici”.





