Facebook
Twitter
LinkedIn
Facebook
Twitter
LinkedIn
seno rifatto

Il seno rifatto si vede? Dall’effetto fake al rippling

di Agnese Ferrara

‘No al seno finto, sì a quello naturale’ è uno dei diversi slogan che corrono online associati ad alcuni centri di chirurgia estetica e che cogliamo nel momento di trascrivere questo articolo. Una reclame che di certo attira l’interesse delle donne che sognano un seno nuovo e che temono l’effetto fake di cui si dibatte spesso. Se il temuto effetto ‘seno finto’ sfiora la mente della maggioranza della interessate preoccupandole, è anche in testa ai pensieri comuni di chi non è direttamente interessato all’intervento ma giudica chi lo sceglie, come attesta un recente  sondaggio condotto per la prima volta su un campione di oltre un migliaio di italiani rimbalzato gli scorsi mesi sui principali media.
Dallo studio (fonte Yoodata per Polytech Italia) si evince che, secondo il giudizio comune, il decolletè delle donne che si sottopongono alla mastoplastica additiva diventi ‘artificiale’ e ‘qualcosa di finto’. A questi dubbi si associano poi molte altre perplessità che corrono sui social e sui forum online, in testa il timore dell’effetto rippling, ovvero la comparsa di ‘increspature’ della pelle quando si ha un impianto mammario.
Quanto sono comuni e realistici questi pensieri? Come affrontare complicanze ed evenienze di questo tipo, qualora dovessero presentarsi? Si possono rassicurare le pazienti che devono ricostruire le mammelle dopo aver superato il tumore al seno e le donne che scelgono di modificare il decolleté per ragioni personali?

Chiarisce i dubbi e spiega come prevenire e affrontare eventuali timori, complicanze post operatorie e risultati non graditi nel tempo Ernesto Buccheri, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico a Roma e a Milano. Buccheri ha alle spalle una lunga esperienza in mastoplastiche additive e ricostruzioni mammarie, così come una notevole casistica di re-interventi per sistemare complicanze e operazioni male eseguite.

Mastoplastica additiva: effetto seno finto o seno naturale?

“A chi desidera un seno naturale con la mastoplastica additiva rispondo che un seno naturale non contiene una protesi. Se vuoi un seno naturale non fare la mastoplastica additiva, – risponde Buccheri. – Questo approccio improntato sull’onestà intellettuale fa capire chiaramente alla mia paziente che il risultato estetico sarà il migliore possibile, il più naturale possibile compatibilmente con l’utilizzo di un mezzo protesico. I chirurghi plastici non vendono sogni ma applicano le migliori tecnologie e le tecniche chirurgiche più performanti per ottenere il risultato estetico più vicino alle aspettative della paziente in termini di forma, volume e proiezione del nuovo seno. Forme irregolari, seni ritenuti dalle stesse pazienti troppo piccoli o troppo grandi, mammelle affette da malformazioni, asimmetrie, seni invecchiati o cadenti dovuti a cali di peso o allattamenti ripetuti. A loro la mastoplastica additiva o riduttiva viene in aiuto”.

A chi desidera un seno naturale con la mastoplastica additiva rispondo che un seno naturale non contiene una protesi. Se vuoi un seno naturale non fare la mastoplastica additiva.

Ernesto Buccheri
Chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico

Come cambia il seno con la mastoplastica additiva?

Risponde l’esperto: “Il seno rifatto sarà il più naturale possibile, compatibilmente con la conformazione del corpo, dei tessuti e con le protesi che oggi mimano la forma naturale del seno nel modo più consono possibile. Il risultato dipende da molti elementi che lo specialista valuta in fase pre-operatoria, come la forma del torace, l’anatomia e lo stato delle mammelle così da scegliere il tipo di protesi e il piano operatorio migliore per quella singola paziente. Si tratta di scelte sapienti e legate soprattutto all’esperienza del chirurgo affinché il risultato sia il più naturale possibile”.

Si riconosce un seno rifatto?

0 %
Dipende dai casi,
non c'è una regola
0 %
Si riconosce, sembra finto
0 %
È naturale, non si nota
0 %
Non sa, non ha mai
visto un seno rifatto

Fonte Yoodata / POLYTECH Italia 2023 – Base: 1.009 intervistati

Esiste la protesi perfetta?

Buccheri non ha dubbi: “le protesi mammarie perfette non esistono. Esiste invece la scelta del dispositivo più indicato per quella determinata paziente. Ci sono diverse forme di protesi, con altezze e proiezioni che variano tra loro e diverse superfici per soddisfare le esigenze chirurgiche più disparate. Non esiste perciò la protesi migliore ma esiste la protesi scelta dallo specialista nel modo corretto per ogni singolo caso”.

Quanti cc deve essere la protesi per avere un seno perfetto?

“È frequente che le pazienti arrivino in clinica certe della dimensione esatta delle protesi mammarie che desiderano per loro. Spesso si confrontano in internet, sui forum o sui social network oppure con le amiche che si sono già sottoposte all’intervento e arrivano chiedendo gli stessi cc (ndr: centimetri cubi, è la misurazione del volume dei dispositivi mammari) anche per loro. Molte richiedono, ad esempio, protesi da 350 a 400 cc ma si tratta però di richieste errate o quantomeno rischiose, – ribatte lo specialista. – È il chirurgo che individua i centimetri cubi necessari, tenendo sicuramente conto delle esigenze della paziente ma prendendo in considerazione sicuramente il seno preesistente e le caratteristiche anatomiche del torace”.

Cos’è il rippling?

“Il rippling è la comparsa di pieghe sulla pelle nella mammella con protesi. E’ meno frequente rispetto ad altre complicanze come ad esempio la contrattura capsulare dovuta ad un ispessimento dei tessuti nell’area circostante le protesi mammarie, – risponde Buccheri. – Nonostante si presenti poco frequentemente, è invece un pensiero per molte donne”.

rippling

Da cosa dipende il rippling?

Precisa l’esperto: “Se l’impianto mammario si nota o ci sono delle pieghe superficiali sulla pelle significa che le protesi sono mal coperte dai tessuti propri della paziente. La scelta della copertura delle protesi può essere di due tipi, coprendole solo dal tessuto ghiandolare oppure, quando carente, può rendersi necessario l’inserimento della parte superiore della protesi nel piano sottomuscolare, secondo la tecnica del cosiddetto ‘dual-plane’ proprio per eliminare il rischio che il profilo delle protesi sia visibile. La protesi è comunque un materiale estraneo e va mascherata con la migliore tecnica chirugica, che tiene conto di elementi anatomici preesistenti che lo specialista esperto analizza nella visita preoperatoria. Nessuna donna è uguale all’altra ed è impensabile credere che l’intervento o le stesse protesi vadano bene per tutte”.

Come risolvere il rippling?

“Tali increspature cutanee, che si presentano più spesso nell’area superiore del seno – sottolinea Buccheri, – possono essere la diretta conseguenza di una complicanza oppure una evenienza che si presenta con il tempo, anche a distanza di anni. Nel primo caso il rippling può essere la diretta conseguenza di una contrattura capsulare attorno alla protesi con una contestuale modificazione della forma del seno. In questi casi è necessaria la rimozione dell’impianto protesico e la sua rimozione”.
“Nei casi di evenienze che compaiono nel tempo si ricorre invece ad alcune soluzioni che vanno dal cambio del piano anatomico di inserimento della protesi al lipofilling (ndr iniezioni di grasso per mascherare le increspature) o l’uso di speciali scaffold che avvolgono la protesi per ottenere la migliore copertura del polo superiore del seno e ridurre quindi l’effetto rippling. In ogni caso si tratta di nuovi interventi operatori” conclude lo specialista.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it

Condividi sui tuoi social:
Facebook
Twitter
LinkedIn
Potrebbe interessarti anche: