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Tumore al seno e test genomici

Tumore del seno e test genomici, al via la campagna AIOM

di Silvia Mari

“Il test genomico esiste, dal 2020 gode di un decreto attuativo del Ministero della Salute e quando è prescrivile bisogna che gli oncologi lo prescrivano. Serve più formazione per i medici, per gli oncologi, ma anche per i medici di medicina generale e serve informazione corretta per le pazienti” Così ha dichiarato la prof.ssa Adriana Bonifacino, Presidente di Fondazione IncontraDonna e Responsabile Scientifico di Dance for Oncology, sui test genomici che su determinati tumori della mammella, ormono responsivi HER2 negativi, potrebbero evitare alle donne la chemioterapia che oggi invece, proprio perchè questo test non viene applicato sempre laddove necessario, non è stata risparmiata a circa 8.000 donne in Italia.

AIOM in azione: la campagna per evitare la chemio non necessaria nel tumore mammario, 8mila donne avrebbero potuto evitarla

Proprio per alzare l’attenzione su questo tema così importante la Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha lanciato una campagna di sensibilizzazione con una testimonial d’eccezione: Carolyn Smith, ballerina e paziente oncologica.

Si calcola che circa 8.000 donne con carcinoma mammario ogni anno sono sottoposte alla chemioterapia e potrebbero evitarla – ha ribadito Bonifacino – Sono terapie che impiegano risorse economiche rilevanti, dal momento che il costo medio dei cicli di chemioterapia ammonta a più di 7.000 euro. Inoltre è un trattamento che provoca effetti collaterali importanti sia per il singolo paziente, sia per la ricaduta economica sul sistema sanitario nazionale. Sono ottimi motivi per i quali il ricorso ai test genomici deve essere incrementato quanto prima, come ormai provato da molteplici studi. Ci sono criteri di appropriatezza scientificamente validati e una parte di donne che hanno sviluppato un tumore ormono responsivo HER2 negativo potrebbero effettuare direttamente la terapia ormonale senza la chemio”.

Da paziente e da donna sento la responsabilità di rappresentare persone che vivono nella mia stessa condizione e con le quali condivido preoccupazioni e speranze.

Carolyn Smith
Ballerina e paziente oncologica, testimonial della campagna AIOM

Sfide burocratiche: il percorso complesso dei test genomici

Ma allora perchè il test non viene prescritto laddove la paziente sarebbe idonea? “Con decreto attuativo sono stati stanziati 20 milioni di euro ogni anno assegnati- ha spiegato la senologa – secondo il consueto riparto alle Regioni in base al numero di casi. Ad oggi però in alcune Regioni, come ad esempio il Lazio, non è possibile trasferire i fondi per i test da un centro di senologia a un altro che abbia più necessità. Come Fondazione IncontraDonna abbiamo informato con una lettera il presidente Rocca e il Direttore Generale Urbani chiedendo che sia possibile fare questo trasferimento da un centro all’altro. Prima del decreto attuativo le pazienti idonee a questo test pagavano di tasca propria 3mila euro per poterlo effettuare – ha ricordato Bonifacino- e questo è un avvilimento e una frustrazione anche per noi oncologi oltre certamente per la paziente”. 

Test di prevenzione

Medici di medicina generale: formazione e informazione

La senologa ha ricordato che il test non è nei LEA, ma che almeno ora tutte le Regioni hanno un fondo per offrirlo, eppure non sempre le cose vanno cosi. “La burocrazia gioca a sfavore- ha spiegato Bonifacino anche riferendosi alla complessa procedura da applicare, dal kit dell’anatomopatologo alla spedizione negli USA- il tempo da dedicare al paziente anche, e non sempre questi elementi vengono valutati dal team”. È per questo, secondo lei, che è importante e decisivo insistere su formazione e informazione, coinvolgendo anche i medici di medicina generale, con una campagna che alzi l’attenzione sul tema.

Campagna AIOM sui social: aumentare la consapevolezza sull'Importanza dei test genomici

Carolyn Smith campagna aiom

Foto di AIOM 

La campagna si articolerà sui social. “È un onore poter aiutare e collaborare con gli specialisti dell’AIOM” ha dichiarato Carolyn Smith nella nota stampa di lancio dell’iniziativa. “Da paziente e da donna sento la responsabilità di rappresentare persone che vivono nella mia stessa condizione e con le quali condivido preoccupazioni e speranze. Tutti- ha aggiunto- hanno il diritto di ricevere le cure migliori e per fortuna oggi esistono degli strumenti in grado di personalizzarle il più possibile”.

L’oncologo già in biopsia valuta la donna candidabile, poi però si deve aspettare l’istologico definitivo.

“Non è bene dirlo anticipatamente, qualora non fosse confermato- ha spiegato la presidente della Fondazione IncontraDonna- la paziente potrebbe avere un down psicologico”.

Ma per quelle 8mila che avrebbero potuto e dovuto evitare la chemio al tempo giusto sarebbe stato doveroso saperlo.

Lo si deve alle pazienti, alle donne e al loro diritto alla salute.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it

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