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Sole e seno

Seno e sole: ci sono rischi per la salute e la bellezza?

di Maria Teresa Bradascio

Bella stagione, mare, sole e decolleté in primo piano. Mai come questo anno questa zona del corpo femminile è messa in risalto. Il ritorno dei bustini e delle scollature generose si vede nella moda e l’abbiamo anche notata al Met Gala e agli Oscar dove tutti, da Bella Hadid a Kate Moss, hanno sfoggiato una pelle vellutata e scintillante su decolleté generosamente in primo piano.
Questa zona del corpo però è anche la più soggetta all’invecchiamento della pelle, come le mani ed il viso, e senza dubbio i raggi solari possono accelerare alcuni processi di senescenza. “Il viso inizia dai capezzoli e termina all’attaccatura dei capelli’ ha chiosato la facialist delle star Joanna Czech a Vogue British i giorni scorsi raccomandando per seno e scollatura le identiche cure che si dedicano al viso. In particolare maschere idratanti e rimpolpanti per la stagione col sole a picco. Noi vogliamo andare più a fondo e dare alcuni accorgimenti e cure più indicate per la zona décolleté e mammelle, anche per le donne che si sottopongono ad interventi chirurgici o terapie oncologiche o hanno un impianto di protesi mammarie.
Il topless fa male alla salute? Il sole fa male alle cicatrici se ci si è operate al seno? E nel caso di radioterapia o chemio? E se si hanno le protesi mammarie?
Abbiamo intervistato Pucci Romano, docente di Dermatologia presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma e presidente Skineco (Associazione internazionale di EcoDermatologia) e Andrea Sagona, chirurgo senologo presso la Breast Unit dell’Humanitas Cancer Center di Rozzano.

La pelle del seno al sole va protetta in modo diverso?

“No, la pelle del seno è uguale a quella di tutto il resto del corpo. Ma ovviamente bisogna tenere a mente che la nostra pelle, al di là di tutte le sue funzioni, ha anche una memoria”, spiega Pucci Romano. “Questo significa che le zone che sono state poco, o per niente, esposte al sole sono più sensibili alle radiazioni solari rispetto a quelle che ricevono la luce del sole continuamente. Il seno, a differenza per esempio di mani e braccia, ha sicuramente meno ‘memoria difensiva’”.

Il topless può essere dannoso?

“No, non c’è nessun problema, non bisogna demonizzare il sole, ma è necessario come per ogni parte del corpo prendere le giuste precauzioni”, sottolinea la dermatologa. “Il seno non è una zona più a rischio rispetto alle altre parti del corpo, ma va considerato sempre anche il nostro fototipo, quindi il colore della pelle, degli occhi e dei capelli e la presenza o meno di lentiggini o nei. Quanto più basso è il fototipo, tanto maggiore è il rischio di sviluppare tumori cutanei. Deve essere protetta anche la zona del capezzolo anche se, paradossalmente, è più pigmentata, quindi in qualche modo “più ricca” di melanina. La zona più a rischio è, invece, il décolleté”.

Sui rischi del prendere il sole in topless abbiamo parlato in questo articolo.

La zona del décolleté e del seno è più sensibile?

“Sì, questa è una zona fragile perché la cute è più sottile e c’è meno grasso rispetto, per esempio, al seno in cui è presente anche tessuto adiposo. Lo spessore della nostra pelle – precisa, infatti, l’esperta – non è uguale nelle varie parti del corpo: si passa dai circa 3 millimetri dell’epidermide al palmo dei piedi, per esempio, a 0.05 del contorno occhi. E l’area del collo e del decolleté, proprio perché molto sottile, è una zona da proteggere con molta attenzione. Il mio consiglio – dice Romano – è utilizzare sempre la protezione massima”.

Prendere il seno in topless

Cosa si rischia stando al sole senza protezioni e precauzioni?

“Ovviamente si rischia un aumento del rischio di tumori cutanei, questa zona in particolare è molto più sensibile al cosiddetto photo-aging, quindi all’invecchiamento dovuto alla fotoesposizione. Oltre, infatti, al crono-aging che dipende dal processo fisiologico dell’età che avanza, l’invecchiamento della pelle può dipendere dal nostro stile di vita. E, sicuramente, un’esposizione al sole inadeguata e senza protezione, può avere un peso notevole. La zona del décolleté può essere facilmente sede di eritema e questo va evitato perché, come abbiamo detto, la pelle ha una memoria e quindi non dimentica”.

In caso di scottature di seno e decolleté, qual è la prima cosa da fare?

“Bisogna valutare il grado di scottatura, ma indipendentemente da quale sia, va evitata categoricamente l’esposizione al sole. Si possono applicare creme idratanti e in alcuni casi, se necessario, il medico può prescrivere anche una terapia farmacologica. Se compare un eritema siamo di fronte a un campanello d’allarme perché significa che c’è stata una risposta immunitaria dell’organismo. L’eritema – spiega Pucci – è considerata un’allergia al sole, ma bisogna capire la causa: può dipendere dai raggi UVA, dai raggi UVB o semplicemente da una cattiva e prolungata esposizione al sole senza alcun tipo di protezione”.

Quali sono i prodotti solari più indicati per décolleté e seno?

“Sicuramente – precisa l’esperta – una crema ad alto fattore di protezione (50+) che non significa non abbronzarsi come molti pensano, ma esporsi al sole senza creare danni alla pelle. Esistono due tipi di filtri: i filtri chimici che assorbono le radiazioni e i filtri fisici che le riflettono. Questi ultimi impattano meno sull’ambiente, ma sono meno protettivi. Adesso si stanno studiando molecole nuove per aggiungere all’effetto protettivo di questi prodotti anche un affetto antiossidante per poter contrastare lo stress ossidativo causato proprio dalle radiazioni solari”.

Quali sono i migliori trattamenti estetici dopo l’esposizione al sole?

“È necessaria una buona idratazione, quindi per esempio una crema ricca di acido ialuronico o anche di grassi vegetali come karité e avocado. L’importante è che si tratti di sostanze eco-dermo-compatibili per poter ripristinare la barriera cutanea perché l’esposizione al sole tende a seccare la pelle”.

In caso di cicatrici alle mammelle, si può prendere il sole?

“Sì, questa è una leggenda metropolitana: il sole non fa né bene né male alle cicatrici. Ma ovviamente se la cicatrice è recente e quindi è molto arrossata e la zona è infiammata, è bene non esporsi al sole perché il calore può favorire l’infiammazione e l’arrossamento”.

Dopo una operazione al seno si può prendere il sole?

“Indipendentemente dal tipo di intervento, se per tumore o per estetica, è bene aspettare che la cicatrice sia guarita: meglio evitare la luce solare diretta sul seno operato per almeno un 1-2 mesi”, spiega Andrea Sagona. “Anche perché, su una ferita non del tutto guarita, è controindicato applicare creme o prodotti. Quando invece la ferita non è più fresca, il consiglio è esporsi gradualmente al sole e per un tempo limitato, scegliendo le ore meno calde della giornata quindi mattina presto o tardo pomeriggio e utilizzando sempre creme con un alto fattore protettivo (50+). Sulla cicatrice si possono inoltre applicare cerotti in silicone che possono minimizzare il rischio di arrossamento e iperpigmentazione”.

Il calore intenso del solleone potrebbe aumentare il rischio di linfedema?

“Le donne che soffrono di linfedema del braccio, cioè l’aumento di volume dell’arto per stasi
linfatica, a seguito di intervento di asportazione dei linfonodi ascellari per tumore del seno, dovrebbero evitare di esporsi troppo al sole e alle alte temperature. Questo perché il
calore potrebbe aumentare la vasodilatazione e quindi peggiorare lo stato del linfedema”.

Con le protesi al seno ci sono controindicazioni per l’esposizione al sole?

“No, la protesi di per sé non crea alcun problema se si vuole prendere il sole. Ma – sottolinea il chirurgo – è sempre importante seguire le precauzioni per evitare assolutamente le scottature che aumentano il rischio di tumore alla pelle. Per il resto non ci sono controindicazioni specifiche”.

Si può prendere il sole durante o dopo la radioterapia?

“In questo caso – afferma Pucci Romano – la controindicazione è assoluta: niente sole per almeno un anno dal termine delle sedute, perché il tessuto irradiato rimane molto sensibile per un lungo periodo di tempo e c’è il rischio di radiodermatite”. “In un certo senso – spiega Sagona – gli effetti delle radiazioni del sole si sommano a quelli della radio e l’infiammazione può riaccendersi anche dopo mesi. Se si va in spiaggia bisogna utilizzare oltre alla protezione 50+ anche magliette con fattore di protezione incorporato per coprire non solo il seno, ma anche la zona del décolleté e del collo perché il sole filtra sia attraverso l’ombrellone sia attraverso i vestiti. Anche le lampade abbronzanti sono controindicate”.

Si può prendere il sole dopo la chemioterapia?

Alcuni farmaci chemioterapici sono fotosensibilizzanti e quindi se ci si espone al sole c’è il rischio di scottature anche importanti non solo nella zona operata, ma in tutto il corpo”, sottolinea il senologo. “Quindi bisogna evitare il sole almeno per un paio di mesi dalla fine della terapia. Dopo questo periodo si può andare in spiaggia, ma sempre nelle ore meno calde utilizzando creme con un alto fattore protettivo e ricordandosi di applicare la crema sempre dopo ogni bagno”.

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