Intervista a Carolina Pasti curatrice della mostra Breasts in corso a Palazzo Franchetti, Venezia, fino al 24 novembre. L’esperta d’arte ci racconta cosa l’ha spinta ad organizzare una collettiva di opere provenienti da tutto il mondo interamente dedicata al seno. Pasti ci anticipa anche quali sono i suoi prossimi progetti svelandoci che la mostra è pronta per volare negli Stati Uniti arricchita con grandi installazioni ad effetto ancora più immersivo. Nella gallery vi mostriamo alcune opere meravigliose esposte a Venezia.

La bellezza, la magia, la provocazione, sempre gentile e raffinata, il materno. È tutte queste cose il seno protagonista della mostra Breasts a Palazzo Franchetti curata da Carolina Pasti che è possibile ammirare fino a fine novembre. L’artista ha raccontato come sia nata quest’idea, che emozioni sta raccogliendo e soprattutto cosa ha in serbo per il futuro quando la mostra chiuderà. Ebbene inizierà un nuovo viaggio: tante le idee, da opere più grandi immersive oltreoceano, a un podcast, a gioielli.
Ma perché raccontare il seno e con quale desiderio?
“Mi sono ispirata ad un’artista Laura Panno che ha quattro opere in mostra. Da lì – ha spiegato nel corso dell’ intervista – ho iniziato la mia ricerca, da una Madonna del ‘500 fino al contemporaneo. Pittura, scultura, foto e anche video”. La mostra racchiude “la storia del seno attraverso epoche diverse, la simbologia e il significato. Volevo anche trattare la maternità, la sessualità, sensibilizzare sul cancro del seno”. Ma mai ricorrendo all’ immagine scabrosa, allo shock: la parola chiave è bellezza in tutte le sue forme e differenze.
La reazione delle donne avanti a tali opere?
“Ho visto tante donne guardare al loro corpo dopo la mostra. Non ho voluto esporre alcuna immagine cruda, ma mettere in luce il lato positivo. Le donne mi hanno ringraziato per aver affrontato questo tema. Ricordo di una donna che mi ha confidato che aveva avuto una mastectomia e non voleva ricostruire il seno”. La mostra deve “legare al corpo, far sentire le donne più libere e più serene. La bellezza è sempre confortevole. Dopo la mostra penserei di parlare del tema con un podcast”.

Da dove vengono le opere?
“Sono opere molto apprezzate, vengono da Gallerie o Fondazioni private – ha spiegato – e la realizzazione non ha avuto alcuna difficoltà se non per quelle opere che erano in restauro”.
Chiusa la mostra dove andrà tutta questa bellezza?
“Vorrei portarla negli Stati Uniti perché sta avendo un impatto grande non solo visivamente ma per le tematiche che suscita. Non se ne parla molto e vorrei portarla in America con opere più grandi: installazioni ad esempio. Ho notato, quando si entra attraverso il lungo corridoio, che lì le persone si immergono. Quindi vorrei creare altri luoghi più grandi immersivi. La mostra è molto intima: cinque sale e ogni stanza ha una tematica. Opere storiche, la seconda stanza è solo per le opere scultoree, la terza sala è la fotografia. Ho voluto che ci fosse anche una visione maschile, non è una mostra femminista”.
Carolina Pasti sottolinea che le opere includono autori uomini e ci cita fotografi del calibro di Oliviero Toscani di cui ha preso la foto iconica del 1989 della donna nera che allatta.
Precisa la curatrice: “altri fotografi in mostra sono Christopher Bucklow, Jacques Sonck, Lakin Ogunbawo, Hans Feurer, Nobuyoshi Araki, Irving Penn, Robert Mapplethorpe. Ci sono anche altre immagini piu provocatorie come la donna con bondage, c’è il surreale, il fantastico, il celestiale non solo sessualità ed empowerment”.
Il seno è anche un gioiello e lei lo sottolinea anche con una nuova partnership, ce la racconta?
“È nata una partnership lanciata con l’orafa e designer Alexia Karides che ha creato il brand di gioielli YSSO. Abbiamo lanciato una collaborazione e ha disegnato questi due orecchini a forma di seno, limited edition. Il mese prossimo sarà invece la volta di una collana, il cui valore sarà devoluto per un’iniziativa di solidarietà”.

La mostra chiude ma non chiude e di seno si continuerà a parlare, senza paura e nella bellezza. È quello che le donne vogliono.
Cover photo credits: Installation view, ‘Breasts’, 18 Apr – 24 Nov 2024, ACP Palazzo Franchetti, Venice. Courtesy Carolina Pasti. Photo: Eva Herzog.




