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tumore al seno e sport come alleato nella ripresa

Tumore al seno: lo sport come alleato nella ripresa, conferma la scienza

di Celeste Ottaviani

Lo sport è da sempre sinonimo di prevenzione e ottimo strumento di riduzione della probabilità di sviluppare diversi tipi di tumore, tra cui quello al seno. Può essere anche un potente alleato in fase riabilitativa, durante la ripresa post-operatoria, sia da un punto di vista fisico che psicologico, aiutando le pazienti a vivere meglio e a riacquisire fiducia e benessere. Ha confermato l’importanza dello sport come strumento di ripresa e di recupero anche l’ultima edizione 2024 dei Roma Breast Days che hanno dato spazio a due manifestazioni sportive: Rema Roma per la Vita e Vogalonga Tiberina. Due eventi che hanno avuto tra le protagoniste alcune fantastiche donne che hanno superato il tumore assieme alle dottoresse che le hanno accompagnate nel percorso di cura, per promuovere il ruolo vitale dell’attività fisica nel processo di guarigione. Il ruolo benefico dell’attività fisica è anche confermato da due recenti studi presentati al Congresso Europeo di Oncologia di quest’anno. Il primo, eMouvoir-19021, pubblicato su Annals of Oncology, ha valutato l’impatto dell’attività fisica nelle donne con tumore al seno, sottoposte a interventi chirurgici, ormonoterapia, chemioterapia o radioterapia, e ha dimostrato un significativo miglioramento della qualità di vita in termini di stanchezza, affaticamento, dolore e umore a 4 mesi dall’operazione. Il secondo, OptiTrain2, studio svedese, ha invece evidenziato come l’attività fisica sia associata a una miglior prognosi, con un prolungamento della sopravvivenza e una riduzione dei tassi di ricorrenza del tumore della mammella. Ci parla del ruolo dello sport, Giovanni Dal Pra, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica della ASL Roma1 e presidente dei Roma Breast Days.

Come si colloca lo sport all’interno del percorso di ripresa di chi ha avuto il tumore al seno?

“Una paziente che viene operata e trattata per un tumore della mammella ha una percentuale di guarigione del 90% circa. È quindi una donna sana a tutti gli effetti e non deve avere limitazioni di alcun tipo. Ciò significa che deve potersi sentire sicura e in grado di praticare attività fisica senza problemi. Lo sport durante la fase di ripresa e terapia ha, inoltre, effetti positivi sulla paziente e una moderata attività sportiva è auspicabile per il buon recupero funzionale e psicologico. Una volta che la donna è guarita, lo sport aiuta anche a migliorare possibili effetti collaterali dei trattamenti, come quelli che possono insorgere con la radioterapia. Le potenzialità dell’attività fisica sono tali che si sta pensando di inserirla nei livelli essenziali di assistenza e quindi di prevedere lo sport come terapia complementare dopo questo tipo di patologia”.

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Le potenzialità dell’attività fisica sono tali che si sta pensando di inserirla nei livelli essenziali di assistenza e quindi di prevedere lo sport come terapia complementare.

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Giovanni Dal Pra
direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica della ASL Roma1

Ha parlato del ruolo dello sport nel miglioramento negli esiti della radioterapia. Quali sono i benefici?

“La radioterapia può provocare fibrosi, un effetto che in alcuni casi perdura per diversi mesi dal termine del trattamento e che comporta un indurimento della zona irradiata causato da un accumulo di tessuto cicatriziale. Tutto ciò può inoltre essere associato alla comparsa di “cordini” fibrotici, che frequentemente appaiono nell’area dell’ascella provocando dolore e limitazioni nei movimenti del braccio, e che occorre eliminare il più precocemente possibile per evitare che diventino più complessi da rimuovere. In questo caso, lo sport, lo stretching e il movimento armonico dei muscoli coinvolti sono degli ottimi alleati, in grado di ridurre il problema o di prevenirne la comparsa. Oltre a ciò, non va poi dimenticato che l’attività fisica ha anche vantaggi dal punto di vista psicologico. La donna una volta guarita deve tornare a sentirsi bella, performante e deve essere in grado di riprendere gli sport e le attività che faceva prima o poter iniziare a praticarne alcuni”.

tumore al seno e sport come alleato nella ripresa

Qual è il vantaggio di far diventare lo sport una vera e propria forma di riabilitazione?

“Ciò contribuisce a far percepire il percorso di ripresa come un’attività ludica. Tramite il coinvolgimento di sport sempre nuovi, si trasforma la riabilitazione in una forma di gioco, rendendola più coinvolgente e divertente”.

In questo caso è stato preso in considerazione il canottaggio, c'è un motivo specifico?

“Il canottaggio, attivando il drenaggio nell’ascella, previene o tratta il linfedema, uno degli effetti collaterali che possono manifestarsi dopo il trattamento del tumore e che provoca l’accumulo di liquidi nelle aree coinvolte come il braccio, il torace o la mammella. Il movimento armonico che lo caratterizza è inoltre simile a quello richiesto dagli esercizi di riabilitazione post-intervento. Il canottaggio è poi uno sport di squadra, dove si socializza e dove per far muovere la barca è necessario essere sincronizzati. È anche una attività che si svolge all’aria aperta, condizione questa che sicuramente influenza positivamente la ripresa della paziente. In generale, poi, lo sport e il canottaggio in particolare, sono un veicolo di comunicazione che permette di trasmettere all’esterno quello che avviene nelle sale congressuali e di far propagare il messaggio sull’importanza della prevenzione”.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it“

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