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smettere di fumare per la salute del seno

Smettere di fumare farà bene anche al tuo seno

di Celeste Ottaviani

Fumare fa male. Sia che si tratti di sigarette tradizionali che di quelle elettroniche, sia che si parli di puff o di dispositivi a tabacco riscaldato. Il fumo però non danneggia solamente i polmoni: ha un impatto su tutto il corpo e per le donne diventa un fattore di rischio per l’insorgenza del tumore al seno. Non solo:  influenza la comparsa di eventuali complicanze post operatorie nei casi di mastoplastica additiva e di ricostruzione mammaria post-tumore. Infine, incide negativamente anche sui risultati estetici di un eventuale intervento chirurgico.

Ne abbiamo parlato con Barbara Cagli, chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e docente di chirurgia plastica presso la Link Campus University.

fumatrici e rischio tumore al seno

Si stima che le fumatrici abbiano tra il 6% e il 22% di rischio in più di sviluppare un tumore al seno rispetto alle donne che non fumano, specialmente se hanno iniziato da oltre 20 anni. I dati, emersi da un’analisi della letteratura scientifica su 77 studi che hanno coinvolto quasi 2,5 milioni di partecipanti, e pubblicata su Frontiers in Oncology nel 2022, evidenziano, inoltre, come questo rischio sembrerebbe essere particolarmente accentuato nelle donne giovani per le quali non è ancora arrivata la menopausa. Un rischio associato anche all’età in cui si è iniziato a fumare: cominciare prima dei 16 anni comporta un aumento della possibilità di cancro al seno dell’11% e, secondo lo stesso studio, anche se smettere di fumare può ridurre questo rischio, servono almeno 20 anni per riportarlo ai livelli di chi non ha mai iniziato.

“Il pericolo non si limita solamente all’uso delle sigarette tradizionali, ma si estende a tutti i prodotti attualmente in commercio come sigarette elettroniche e puff – sottolinea Barbara Cagli, chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e docente di chirurgia plastica presso la Link Campus University –. Purtroppo, però, questa nuova generazione di prodotti, molto diffusa tra i giovani, viene ritenuta non nociva per via di alcune scelte di marketing che l’hanno fin da subito etichettata come una soluzione alternativa e più salutare rispetto alle sigarette tradizionali”.

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Il pericolo non si limita solamente all’uso delle sigarette tradizionali, ma si estende a tutti i prodotti attualmente in commercio come sigarette elettroniche e puff

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Barbara Cagli
chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e docente di chirurgia plastica presso la Link Campus University

Il fumo rappresenta però un pericolo anche per chi se ne tiene alla larga. Quello passivo sembrerebbe infatti non essere innocuo: sempre secondo lo studio del 2022, le donne che sono state esposte al fumo per 10–20 anni presentano una probabilità del 13% più alta di sviluppare tumore al seno. Percentuale che arriva fino al 35-38% per chi ha avuto esposizioni più lunghe. Il fumo, inoltre, può anche aumentare le complicazioni che possono insorgere nel trattamento del tumore al seno, come danni ai polmoni dovuti alla radioterapia, rischi legati all’assunzione di trattamenti ormonali, difficoltà di guarigione dopo l’intervento chirurgico e la ricostruzione del seno.

Quando ci si opera al seno quali sono i rischi per le fumatrici?

“Ci sono effetti sulla buona riuscita dell’operazione – evidenzia Cagli -. Quando si fa un intervento di chirurgia alla mammella, la vasocostrizione provocata dalle sostanze dannose rilasciate dal fumo, prima tra tutte, la nicotina, fa sì che il sangue arrivi con più difficoltà ai tessuti e che i vasi sanguigni risultino meno elastici. Ciò incide sul processo di recupero post-operatorio, comportando un ritardo nella formazione delle cicatrici e nella guarigione delle ferite”. Come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, tali sostanze chimiche aumentano il fabbisogno di ossigeno dell’organismo, ma al contempo riducono la capacità del corpo di utilizzarlo. La nicotina, ad esempio, stimola il sistema nervoso centrale, aumentando la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la resistenza vascolare periferica e il consumo di ossigeno. Allo stesso tempo però, provoca anche il restringimento dei vasi sanguigni riducendo proprio il trasporto di ossigeno. Ciò determina ipossia nei tessuti e aumento della viscosità del sangue, fattori di rischio per esiti chirurgici negativi. Se ciò non bastasse, la nicotina inibisce anche l’aggregazione piastrinica, impedendo una corretta coagulazione del sangue, un fattore fondamentale specialmente nel contesto di rimarginazione delle cicatrici.

operazione al seno

“Il fumo fa poi aumentare il rischio di necrosi cutanea – prosegue la dottoressa -. La pelle già sottoposta allo stress dell’intervento potrebbe non sopravvivere e formare delle croste nere. La cute dei fumatori è, infatti, più sottile e contiene meno collagene ed elastina”. Elementi, questi, la cui carenza è spesso associata a una pelle meno tonica e più soggetta a rughe e invecchiamento precoci, e la cui presenza è, al contrario, fondamentale per una guarigione ottimale delle incisioni chirurgiche. “Nei fumatori le cellule sono meno “performanti” e il processo di cicatrizzazione è più lento e meno efficace rispetto a quello di una paziente che non fuma”, sottolinea Cagli.

Quanto tempo prima di un intervento sarebbe meglio smettere di fumare o svapare?

“Chiedo alle mie pazienti di smettere 8 settimane prima dell’intervento – risponde l’esperta -. Ma neanche con queste tempistiche si riesce a ridurre il rischio e ad annullarlo completamente. Sicuramente, però, si possono mitigare gli effetti più acuti e avere una migliore guarigione dopo l’operazione”.

E per chi proprio non riesce a smettere di fumare?

“Purtroppo non esiste un modo per controllare che le pazienti rispettino quanto richiesto, per coloro che sono sincere nel dichiarare di non riuscire a smettere chiedo categoricamente di ridurre il consumo a un massimo di quattro sigarette al giorno. Anche se la soluzione più sicura rimane però quella di interrompere completamente”, afferma.

Secondo un’analisi pubblicata di recente su JAMA Network Open e svolta su 24 studi riguardanti oltre 39mila partecipanti, fumare nelle 4 settimane antecedenti l’intervento comporta un rischio di complicazioni del 31% più alto rispetto a chi ha smesso almeno 4 settimane prima dell’operazione e del 183% maggiore rispetto a chi non ha mai portato alla bocca una sigaretta.

Quali sono i rischi per le fumatrici che si sottopongono a chirurgia estetica al seno?

“Per prima cosa, sicuramente cicatrici più evidenti come quelle ipertrofiche”, sottolinea. Aumenta infatti il rischio che il tessuto cicatriziale possa svilupparsi in modo anomalo e assumere un colore rosso o violaceo, in rilievo, dall’aspetto di un cordoncino spesso doloroso, che può limitare i movimenti delle braccia.

“Cresce poi il rischio di contrattura capsulare, la complicanza più temibile della chirurgia estetica della mammella che preveda l’utilizzo di protesi”, aggiunge. Si tratta, cioè, dell’irrigidimento del tessuto che circonda l’impianto, che causa indurimento del seno, possibile dolore, deformazione della protesi inserita e che può compromettere il risultato estetico, costringendo la paziente a essere rioperata.

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Il fumo è un fattore di rischio anche per gli interventi estetici al seno. Le cicatrici sono più evidenti, le contratture capsulari sono più probabili. L'impatto è molto evidente.

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Barbara Cagli
chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e docente di chirurgia plastica presso la Link Campus University

Quali sono i rischi per le fumatrici che si sottopongono, invece, a operazioni per rimuovere un tumore al seno e a chirurgia ricostruttiva per ricreare la mammella?

“I problemi in cui si può incorrere sono gli stessi, se non più accentuati – avverte Barbara Cagli -. Ad esempio, il rischio di cicatrici ipertrofiche diventa in questo contesto ancora più rilevante, in quanto la chirurgia per il tumore al seno è più complessa e prevede incisioni più estese e l’asportazione di vasi e nervi preziosi per la cute. Se, in mastoplastica additiva si fa solamente un piccolo taglio per inserire la protesi, nella chirurgia ricostruttiva, l’intervento è più invasivo: si deve andare a ricreare l’intero organo mammario. Pertanto i danni del fumo hanno un impatto ancora maggiore, con ripercussioni sulla qualità di vita della donna”.

fumatrici e terapie oncologiche

Il fumo può interferire con la risposta alle terapie oncologiche come la chemioterapia o la radioterapia?

“La chemioterapia, in particolare, agisce a livello sistemico e abbassa le difese del corpo – spiega l’esperta -. Fumare non fa altro che peggiorare questa condizione, attaccando l’organismo e rendendolo meno capace di affrontare e sopportare le terapie. Nonostante ciò, è difficile convincere alcune pazienti a smettere, la diagnosi è infatti per qualsiasi donna un evento molto complesso da elaborare. Il nostro dovere è però quello di sostenere sempre le pazienti, spiegando loro che abbandonare l’abitudine al fumo è fondamentale per guarire meglio”.

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La chemioterapia, agisce a livello sistemico e abbassa le difese del corpo. Fumare non fa altro che peggiorare questa condizione.

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Barbara Cagli
chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e docente di chirurgia plastica presso la Link Campus University

Fonti:
He Y., Si Y., Li X., Hong J., Yu C., He N., The relationship between tobacco and breast cancer incidence: A systematic review and meta-analysis of observational studies, Frontiers in Oncology, 2022, vol. 12, DOI: 10.3389/fonc.2022.961970, PMID: 36185316, PMCID: PMC9520920

Smoking, Breastcancer.org, URL: https://www.breastcancer.org/risk/risk-factors/smoking (ultima consultazione maggio 2025)

World Health Organization, Tobacco and postsurgical outcomes, 2020, ISBN: 9789240000360, https://iris.who.int/bitstream/handle/10665/330485/9789240000360-eng.pdf

Wong C., Mohamad Asfia S.K.B., Myles P.S., et al., Smoking and Complications After Cancer Surgery: A Systematic Review and Meta-Analysis, JAMA Network Open, 2025, vol. 8, n. 3, DOI:10.1001/jamanetworkopen.2025.0295

Cicatrice ipertrofica, Istituto Dermatologico Europeo, URL: https://www.ide.it/patologie/cicatrice-ipertrofica/ (ultima consultazione maggio 2025)

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it“

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