Facebook
Twitter
LinkedIn
Facebook
Twitter
LinkedIn
Carolina Marconi racconta la sua lotta contro il cancro al seno
Carolina Marconi racconta la sua lotta contro il cancro al seno

Il mio seno: il racconto di Carolina Marconi

di Agnese Ferrara
Facebook
Twitter
LinkedIn
Facebook
Twitter
LinkedIn

Abbiamo conosciuto Carolina Marconi in occasione del Bra Day, edizione 2021, al Policlinico Gemelli di Roma. 

Donna magnifica, piena di forza e sorrisi. La ringraziamo per averci concesso questo racconto sulla sua esperienza, scritto di suo pugno affinché sia d’aiuto per le donne che come lei hanno affrontato o che stanno affrontando la malattia. 

Carolina è una showgirl, attrice e imprenditrice molto seguita e sui social condivide la sua esperienza con oltre 300 mila follower a cui risponde sempre con utili consigli e tanta empatia.

Immagine per gentile concessione di Carolina Marconi

“Carolina hai un tumore”, è una frase che non dimenticherò mai.

Mi ha fatto esplodere il cuore, mi ha tolto le parole.

Sono scappata di corsa lasciando il mio compagno alla scrivania del medico.

Correvo, piangevo, mi sentivo morire. Non ho tempo per il tumore, mi ripetevo. Io devo fare un figlio. La mia vita non doveva andare così, non erano questi i piani.

Quando il mio compagno — che ringrazio — mi ha raggiunta nel cortile dell’ospedale per cercare di calmarmi, ho visto il terrore nei suoi occhi.

Allora ho capito che dovevo mantenere la calma, accettare l’inaccettabile.

Quella notte ho dormito pochissimo, ma l’indomani ho trovato in me una forza  che non pensavo di possedere.

Mi sono  asciugata le lacrime e ho deciso che avrei combattuto quella battaglia.

“Ho capito che dovevo mantenere la calma, accettare l’inaccettabile”

I social, di cui spesso si parla male, mi hanno fatto scoprire di non essere sola: ogni giorno su Instagram mi arrivavano messaggi di donne incredibili che condividevano la loro storia con me. Mi hanno dato tanta forza e fatto sentire meno sola.

Per loro e per me, per il mio compagno e per tutte le persone che mi amano, ho deciso che il cancro non mi avrebbe tolto il sorriso, l’entusiasmo e la voglia di vivere che mi ha sempre contraddistinto.

Ho imparato a essere positiva anche nei giorni peggiori e ad avere pazienza, perché il percorso verso la guarigione è lungo.

Ci sono stati giorni duri, in cui mi sono sentita debole, stanca. 

Ci sono giorni in cui il tuo unico desiderio è dormire, giorni in cui esistono solo i dolori alle ossa, le vampate per la menopausa forzata , la nausea, la testa che sembra esplodere.

Giorni in cui non mi sono riconosciuta più guardandomi allo specchio, dopo aver perso i capelli, le ciglia e le sopracciglia e allora mi sono sentita un’altra persona, con quella testa ‘pelatina’ che ti fa sentire nuda.

Ma è stato proprio allora, nei giorni peggiori, che ho sentito più forte che mai il desiderio di rialzare la testa. Io non mollo, mi sono detta. Ce la faròQuesto periodo passerà

Ho superato anche i giorni peggiori, ho imparato a non perdermi mai d’animo.

Affronto ogni giornata con serenità. Perché il cancro non dipende da me, ma lo spirito con cui l’affronto, sì.

E ringrazio la mia famiglia che mi è vicina, gli amici, il mio splendido compagno, che non mi lascia mai sola. 

L’amore di chi ti sta vicino è la prima medicina.

Immagine per gentile concessione di Carolina Marconi

“Non permettete al cancro di rubarvi la voglia di vivere”

Ho affrontato un’operazione e poi la chemio rossa, con tutti i terribili disturbi che dà, combattendo. 
Ho affrontato le chemio bianche e il 10 novembre finirò la cura, finalmente.

La malattia mi ha cambiato la vita, togliendomi tanto. 

Ha allontanato il mio sogno di diventare mamma, forse togliendomelo per sempre. 

Mi ha rubato giorni, settimane, ha messo alla prova la mia famiglia. 

Mi ha fatto conoscere la paura.

Per nove lunghissime ore sono stata in sala operatoria: mi hanno tolto entrambi i seni e li hanno ricostruiti, e non smetterò mai di ripetere quanto sono grata all’equipe chirurgica, del professore Masetti e della professoressa Salgarello che mi hanno evitato il trauma di vedermi mutilata di una parte del corpo. 

Insieme a tutti i medici che sono stati al mio fianco, un grazie speciale al professor Marazzi e ai miei infermieri Nando, Sasà e Alessia…

È dura, durissima.

Oggi il mio seno è costellato di cicatrici, segni della battaglia che sto combattendo.

Nonostante tutto, non ho permesso alla malattia di cambiarmi come persona.  Anzi, davanti a ogni sfida ho cercato di tirare fuori la parte migliore di me.

Questo è l’augurio che voglio fare a tutte le donne che dovessero vivere quel che sto vivendo: non permettete al cancro di rubarvi la voglia di vivere.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it

Condividi sui tuoi social:
Facebook
LinkedIn
Potrebbe interessarti anche:
come affrontare l'adolescenza di una figlia

Come affrontare l’adolescenza di una figlia e aiutarla ad accettare un corpo che cambia

Seno troppo piccolo o troppo grande? Accettarlo oppure no? Dare retta ai desideri di modificarne la forma? Lo abbiamo chiesto a due esperte: la psicologa psicoterapeuta Stefania Carnevale del Centro Integrato di Senologia della Fondazione Policlinico Gemelli e membro dell’Ordine degli psicologi del Lazio, e la dottoressa Ilaria Baldelli, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica presso l’IRCCS Policlinico San Martino di Genova e professoressa associata in chirurgia plastica e ricostruttiva all’università di Genova.

Leggi articolo >>