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come affrontare l'adolescenza di una figlia

Come affrontare l’adolescenza di una figlia e aiutarla ad accettare un corpo che cambia

di Celeste Ottaviani

Tutte le mamme sono state a loro volta figlie e adolescenti, ma quando si trovano a rivivere questa fase della vita al fianco delle proprie bambine è come se si trovassero di fronte a qualcosa di nuovo. La pubertà rappresenta, infatti, uno dei momenti di transizione più complessi della vita, in cui quasi inconsapevolmente si viene catapultati dall’infanzia all’età adulta e durante il quale il corpo si modifica velocemente e senza controllo. Lo sviluppo del seno è tra i primi segnali di crescita e non sempre le piccole donne accettano la trasformazione concentrando le proprie attenzioni proprio su questa parte del corpo, soggetta ad una tale trasformazione visibile a tutti. Seno troppo piccolo o troppo grande? Accettarlo oppure no? Dare retta ai desideri di modificarne la forma? 
Il percorso è molto personale e incide anche a livello emotivo e psicologico, ponendo l’individuo in un momento di difficile equilibrio tra l’idea che ha di sé stesso, come sta cambiando ‘diventando grande’ e ciò che vede nelle persone che lo circondano. Come fare, quindi, per superare dubbi e difficoltà legati alla trasformazione del corpo e alla transizione nell’età adulta? Come le mamme e le figlie possono essere vicine in questo momento così delicato e non sempre facile?
Abbiamo intervistato due esperte: la psicologa psicoterapeuta Stefania Carnevale del Centro Integrato di Senologia della Fondazione Policlinico Gemelli e membro dell’Ordine degli psicologi del Lazio, e la dottoressa Ilaria Baldelli, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica presso l’IRCCS Policlinico San Martino di Genova e professoressa associata in chirurgia plastica e ricostruttiva all’università di Genova.

Cosa avviene durante l’adolescenza di una figlia, quando il corpo inizia a modificarsi?

“Quella della pubertà è una fase in cui avvengono moltissimi cambiamenti dal punto di vista fisico, cognitivo, psicologico e sociale. Nelle ragazze inizia attorno ai 9-10 anni, ma ultimamente stiamo assistendo anche a un’ulteriore anticipazione a causa di fattori ambientali, a una diversa alimentazione e ai moderni stili di vita – spiega Stefania Carnevale -. In un certo senso potremmo dire che quasi si impone, in quanto non avviene in forma lineare e costante, ma è caratterizzata da uno scatto di crescita, in cui da un giorno all’altro si passa dall’essere bambine a diventare adulte, con modifiche corporee importanti e repentine”.

Sviluppo del seno: quando inizia e fino a quale età continua?

“La pubertà parte con l’aumento della statura, dopodiché inizia lo sviluppo della ghiandola mammaria e solo in un secondo momento, dopo due anni circa, compare anche la prima mestruazione. Il periodo di crescita si protrae all’incirca per 5 anni – chiarisce Ilaria Baldelli -. Anche se complessivamente è difficile stabilire un periodo di sviluppo uguale per tutti, di solito, però, la fine del periodo di crescita si raggiunge verso i 17-18 anni”.

Qual è l’impatto a livello psicologico della pubertà?

“Si tratta di una fase di grande disorientamento, durante la quale il rapporto con il proprio corpo può diventare conflittuale: questo viene infatti vissuto quasi come un abito che non è della propria misura e tutti i cambiamenti vengono percepiti come un qualcosa che arriva dall’esterno – afferma la psicologa -. Le variazioni corporee non sempre sono accettate positivamente dalla ragazzina e possono anche scontrarsi con gli ideali e i modelli mentali di aspetto fisico che si formano per mezzo delle influenze dei genitori, del confronto con il gruppo dei pari e per opera dei social”.

E quando la pubertà è precoce o arriva più tardi rispetto a quella delle proprie coetanee?

“In una condizione di maturazione precoce o tardiva, tutto ciò si accentua – continua Carnevale -, proprio perché l’adolescente percepisce di non corrispondere a quelli che sono gli standard della sua età. Si delinea ancora di più il difficile e delicato equilibrio che c’è tra l’infanzia e l’età adulta, la dipendenza e l’autonomia”.

sviluppo seno bambina

Cosa può fare, quindi, una mamma per supportare al meglio la propria figlia?

“Le ragazze in adolescenza molto spesso si identificano con quelli che sono gli atteggiamenti e i comportamenti che le madri hanno verso il proprio corpo – sottolinea la psicologa -. È quindi importante promuovere un’immagine del corpo che sia sana e positiva, che vada a valorizzarne le risorse, le unicità e le funzioni. Un genitore deve poi normalizzare i vissuti e le emozioni tipici dell’adolescenza, preparando già nella tarda infanzia a quelli che saranno i cambiamenti che arriveranno con la pubertà, ma rappresentando anche un punto di riferimento e sostegno a cui la ragazza possa rivolgersi quando si sente insicura, minacciata, non solo da agenti esterni, ma anche da fattori interni, come la propria autostima.”

adolescenza seno insicurezza

Con la pubertà e lo sviluppo del seno possono insorgere anche i primi inestetismi che minano il fragile equilibrio dell’accettazione del proprio corpo. Quali sono i più diffusi?

“Le anomalie più frequenti sono le alterazioni del volume e della forma della mammella: si può presentare un sottosviluppo come nel caso del seno ipoplasico, cioè normale ma molto piccolo, oppure uno sviluppo accentuato, definito gigantomastia. Per quanto riguarda le alterazioni nella forma, si ha la mammella tuberosa nella quale la ghiandola mammaria rimane localizzata nell’area dell’areola, cioè la zona scura attorno al capezzolo, invece di svilupparsi correttamente verso il torace”, spiega la chirurga Baldelli.

Per quanto riguarda lo sviluppo asimmetrico del seno?

“A volte le mammelle possono differire tra loro per forma e volume – prosegue -. Quando ciò accade l’asimmetria rimane stabile nel tempo e non sparisce con la crescita. Nella maggior parte dei casi si tratta però di una anomalia circoscritta alla sola area del seno. Ci sono invece delle casistiche particolari, in cui l’asimmetria rientra in un quadro malformativo più ampio, di origine congenita, che prende il nome di sindrome di Poland e che, tra altre manifestazioni, si caratterizza per la mancanza totale o parziale della muscolatura pettorale”.

In tutti questi casi cosa si consiglia di fare?

“Quando un genitore si rende conto della presenza di eventuali anomalie, ancora prima che l’adolescente manifesti dei disagi, dovrebbe iniziare a informarsi ed essere pronto ad affrontare il momento in cui potrebbero emergere delle problematiche evitando così che il disagio possa diventare un limite alla qualità di vita della ragazzina”, afferma Baldelli.

Inestetismi del seno

Ma se il supporto del genitore da solo non basta?

“Il consiglio è quello di rivolgersi, insieme alla ragazza, a esperti di chirurgia mammaria ricercando le breast unit – continua -. Diffuse su tutto il territorio nazionale, sono gruppi di clinici esperti in senologia e chirurgia plastica che potranno chiarire la situazione, dare dei consigli utili e procedere magari ad alcuni accertamenti. Se minorenne, un’altra opzione potrebbe essere quella di rivolgersi a un ospedale pediatrico con un dipartimento di chirurgia plastica pediatrica. A prescindere dall’intervenire a livello chirurgico – aggiunge la dottoressa Carnevale – se si intercetta un disagio è importante, però, rivolgersi anche a psicologi psicoterapeuti che si occupano di questa specifica fascia di età”.

In certi casi si potrebbe pensare di fare un intervento chirurgico per il seno asimmetrico. Quando è consigliabile prendere in considerazione questa opzione?

“Per alcune tipologie di interventi, come la mastoplastica riduttiva per mammelle molto grandi, non si può intervenire troppo presto, prima che si raggiunga una fase di stabilizzazione nello sviluppo perché si rischia che il seno cresca ancora e che i risultati dell’intervento siano vani. In caso di asimmetrie e malformazioni significative, si può invece pensare di cominciare un percorso anche prima. Nella sindrome di Poland, ad esempio, un solo intervento non è sufficiente per cercare di dare alla ragazza la situazione più naturale possibile e quindi è necessario avviare un percorso ricostruttivo, che tenga conto delle differenze nelle dimensioni dei seni, già verso i 15-16 anni. Per ragioni estetiche, invece, le protesi non possono essere inserite prima dei 18 anni, anche se in presenza di seni estremamente piccoli, ma normali”, spiega Baldelli.

Quali sono altri inestetismi che possono presentarsi durante lo sviluppo del seno?

“Abbastanza frequenti sono il capezzolo introflesso e i capezzoli soprannumerari – prosegue -. Nel primo caso i dotti della mammella sono retratti e quindi il capezzolo rimane nascosto dentro al seno apparendo come un taglietto. In questo caso per farlo fuoriuscire è necessario recidere l’area che lo circonda e tagliare tutti i dotti, ma questo vuol dire che la ragazza non potrà più allattare, perché è proprio da questi dotti che fuoriesce il latte. È quindi un tipo di intervento che va discusso e che solitamente si rimanda a età più avanzate. I capezzoli soprannumerari sono invece capezzoli abbozzati che spesso possono essere scambiati per dei nei rosati e se provocano disagio possono essere asportati con un piccolo intervento in anestesia locale”.

Per quanto riguarda le smagliature sul seno, invece, come si può intervenire?

“Anche queste sono dei piccoli inestetismi che possono emergere con lo sviluppo delle mammelle, specialmente se repentino. Il consiglio è quindi quello di bere molto e usare creme od oli durante il periodo dello sviluppo puberale anche nell’area del seno per migliorare l’elasticità della pelle”, conclude Baldelli.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it

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