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Tatuaggi in mezzo al seno

Tatuaggi in mezzo, sotto o sul seno: come averne cura in estate

di Celeste Ottaviani

Disegni tribali, fiori, mandala e arabeschi. O ancora frasi e piccole decorazioni geometriche, in mezzo al seno o al di sotto di esso per le donne oppure a coprire l’intero pettorale negli uomini. Ma anche vere e proprie ricostruzioni che simulano all’occhio, in tutto e per tutto, un capezzolo tridimensionale, dopo una operazione di mastectomia.
I tatuaggi nella zona del seno e del décolleté piacciono sempre di più e oltre che decorativi possono essere anche medicali per ricreare con la dermopigmentazione quello che un intervento chirurgico ha rimosso.
Abbiamo intervistato tre veri esperti sui tattoo e l’area del seno, per capire come prendersene cura, specialmente ora che con l’estate questa parte del corpo viene esposta al sole e all’acqua del mare e delle piscine, per comprenderne tempistiche, rischi e per saperne di più.
Hanno risposto alle nostre domande la dermatologa Maria Concetta Pucci Romano, Presidente Skineco – Associazione Scientifica di Ecodermatologia, la dottoressa Barbara Cagli, chirurgo plastico della Breast Unit della Fondazione Campus Bio-Medico di Roma e Docente di Chirurgia Plastica dell’UniCamillus International University e Francesco “Dado” Palmese, esperto tatuatore medicale e dermopigmentista.

Tattoo in estate: quando è il momento migliore per farli?

“Una volta che il tatuaggio è guarito l’esposizione solare non comporta alcun problema in quanto il pigmento va in profondità. La situazione è differente, invece, quando il tattoo è stato eseguito da poco poiché la fotoesposizione potrebbe causare infiammazioni – avverte la dermatologa Pucci Romano -. Quando si esercita un trauma sulla pelle come avviene appunto per mezzo degli aghi usati per i tatuaggi, bisogna lasciare il tempo necessario alla cute per riprendersi dalla reazione infiammatoria che ne consegue. È quindi consigliabile evitare di fare tatuaggi a ridosso delle vacanze, perché il sole e il calore possono causare fenomeni infiammatori. Inoltre, con l’estate e i bagni frequenti in mare, il tatuaggio si può anche infettare – sottolinea -. È importante quindi seguire le stesse accortezze che prenderemmo in presenza di una ferita”.

tatuaggi sul seno

Sole e tatuaggi: che tipo di protezione dobbiamo usare?

“Per proteggere i tatuaggi dal sole non sono necessarie creme specifiche, ma sono sufficienti quelle che usiamo sul resto della pelle – spiega Pucci Romano -. Per quanto riguarda il décolleté, il seno o anche i capezzoli, le regole che valgono sono sempre le stesse e non ci sono accortezze particolari, infatti le scottature possono avvenire allo stesso modo su qualunque distretto cutaneo. Inoltre, il capezzolo, essendo più scuro, è già di per sé più pigmentato e naturalmente meno soggetto a danni provocati dall’esposizione solare – aggiunge -. Possono quindi stare tranquille anche tutte le donne che decidono di esporsi in topless in quanto è sufficiente la protezione solare usata sul resto del corpo, per il proprio fototipo”.

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Tatuaggi permanenti nell’area del seno: possibili rischi?

“La zona del seno e dei capezzoli è sicuramente delicata, ma non particolarmente, e non ci sono rischi specifici o controindicazioni, l’importante è rivolgersi a operatori qualificati come per qualsiasi altra area del corpo. Oggi anche gli inchiostri usati sono molto controllati e nel tempo alcuni sono stati eliminati perché studi hanno confermato un legame tra la comparsa di alcuni linfomi e la presenza di tatuaggi pigmentati a colori che potevano contenere sostanze come cobalto o cromo, pericolose per la salute. I pigmenti riescono infatti a migrare nel corpo e sono stati trovati linfonodi colorati. È quindi fondamentale sottolineare la necessità di rivolgersi a tatuatori affidabili, qualificati, che osservino tutta la filiera di sicurezza e rispettino le norme igieniche”, ribadisce la dermatologa.

tatuaggi sicurezza

E se il tatuaggio non lo vogliamo più?

“Gli inchiostri usati nei tatuaggi devono essere iniettati in profondità proprio per diventare un tutt’uno con la pelle. Ciò implica che poi risulti difficilissimo liberarsi da un tattoo. Spesso la rimozione non riesce, infatti, a portare via completamente il disegno, ma lascia un’ombra che viene chiamata fantasma”, avverte Pucci Romano.

Per quanto riguarda i tatuaggi temporanei, invece?

“É importante essere informati anche quando si scelgono inchiostri temporanei come quelli all’hennè poiché in alcuni individui allergici possono causare una dermatite da contatto temporanea e superficiale, ma comunque importante che può far permanere una impronta del tatuaggio per molto tempo e che deve essere trattata con le giuste cure”, sottolinea.

Tatuaggi medicali del capezzolo dopo la mastectomia: quali sono le differenze con i tattoo tradizionali?

Risponde Francesco Palmese:  “Si tratta di una tecnica tatuatoria nella quale si impiegano strumentazioni molto simili a quelle che si usano per i tatuaggi tradizionali, ma anche dispositivi come i dermografi che appartengono al mondo del trucco permanente. Tutti gli inchiostri e i pigmenti che vengono usati sono inoltre molto sicuri, in quanto devono rispettare leggi ferree e vengono sottoposti a molteplici controlli per verificare che siano compatibili con il nostro organismo”.

Quanto tempo dopo l’operazione si può eseguire un tatuaggio medicale?

“Le clienti si presentano dietro consenso del medico e dell’equipe che le ha seguite e, quindi, generalmente almeno dopo sei mesi dall’ultima operazione, quando la ricostruzione del seno si è stabilizzata, ma può anche capitare che alcune persone scelgano di farlo in un secondo momento, dopo 10 o addirittura 15 anni – racconta il tatuatore -. Le tempistiche sono sempre molto soggettive, poiché gioca un ruolo centrale anche il trauma e la paura dell’esperienza subita che frena queste persone a ricorrere al tatuaggio temendo che possa portare ulteriori fastidi e dolori”.

Quali sono vantaggi di eseguire un tatuaggio medicale?

“Spesso i pazienti sono stanchi, non hanno voglia di sottoporsi a quello che pensano essere un ulteriore intervento, invece, se si riesce a superare il momento di stanchezza e timore, si raggiunge un senso di integrità che la sola ricostruzione della mammella non potrà mai dare, per quanto possa essere fatta bene – sottolinea Barbara Cagli -. Il tatuaggio medicale del capezzolo fa percepire la ricostruzione in modo ancora più naturale e la soddisfazione dei pazienti è elevatissima – aggiunge la specialista -. Io stessa suggerisco ai pazienti di fare il tatuaggio, a tutti, a prescindere dall’età perché la ricostruzione serve a chiunque, per tutta la vita e ridà dignità e integrità a chi si è dovuto sottoporre a una operazione come questa”, afferma la chirurga.

Come vengono scelti colore e dimensione del capezzolo tatuato?

“Per rendere il capezzolo più realistico possibile, ci si aiuta con foto precedenti all’operazione, se presenti, oppure ci si attiene al fototipo della pelle e al sottotono – spiega Palmese -.  La dimensione viene, invece, valutata in base alla proporzione e all’armonia del seno in fase di progettazione del disegno preparatorio”.

Foto di un tatuatore che effettua la dermopigmentazione dell'areola mammaria.

Dermopigmentazione dell'areola mammaria e tatuaggi per ridisegnare l’areola.

La spesa viene coperta dal sistema sanitario nazionale?

“Ad oggi la spesa del tatuaggio non viene coperta dal sistema sanitario nazionale che in alcune regioni si limita a rimborsare una cifra molto bassa – afferma Cagli -. Per ovviare a questo, in alcune breast unit si cerca di fornire questo servizio in modo tale che possano accedere alla possibilità di fare il tatuaggio del capezzolo anche i pazienti che non possono permettersi la spesa privatamente. Il vantaggio di fare il tatuaggio in ospedale è anche quello di poter far valutare direttamente al chirurgo la condizione della cute e lo stato di salute del seno prima di procedere – aggiunge -. Io stessa ho deciso di dare questo servizio ai pazienti e di eseguire personalmente il disegno per garantire la prestazione in ambito ospedaliero”.

Cicatrici post operazione al seno: è possibile migliorarne l’aspetto con i tatuaggi?

“I tatuaggi permettono di uniformare il colore di cicatrici che hanno lasciato dei segni evidenti “camuffandole” con dei pigmenti che riprendono il colore dell’incarnato – chiarisce Palmese -. Lo stesso può essere fatto anche per casi di vitiligine, anche sui capezzoli, in cui si ricrea la colorazione della pelle”.

Tatuaggi medicali: vengono fatti anche negli uomini?

“Il tatuaggio medicale viene eseguito anche su uomini a seguito di carcinoma alla mammella o per sindrome di Poland, dove si presentano malformazioni genetiche. Ma anche in casi di ustione che provocano una perdita del capezzolo – spiega il dermopigmentista ‘Dado’ Palmese -. Ovviamente la tecnica sarà simile ma si sceglieranno dimensioni differenti per ricreare un capezzolo maschile che presenta caratteristiche diverse e meno ghiandole”, conclude l’esperto.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it“

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