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rifarsi il seno
Foto da archivio

Rifarsi il seno, in quante lo scelgono?

di Maria Teresa Bradascio

La chirurgia estetica ha subito una brusca interruzione con il lockdown del 2020 con ambulatori e camere operatorie chiusi, ma alla ripresa, a detta degli specialisti, sembra che le donne stiano di nuovo affollandole agende dei chirurghi plastici. Pandemia a parte, l’intervento di mastoplastica additiva, scelto dopo un tumore al seno o per ragioni personali è il più praticato al mondo. Un’occhiata alle statistiche aiuta a capire le motivazioni che spingono così tante donne a sceglierlo.  

L’aumento del seno è il più richiesto al mondo

Nonostante la leggera flessione della chirurgia in favore dei trattamenti non chirurgici, la mastoplastica additiva, l’intervento per aumentare il volume del seno, si conferma per il quinto anno consecutivo l’operazione di chirurgia plastica ai fini estetici più richiesto a livello globale: il 15,8 % di tutte le procedure estetiche realizzate nel mondo sono mastoplastiche additive (fonte Isaps 2020) “che crescono negli ultimi 5 anni ad un ritmo del 20%, nonostante il calo registrato nel 2019 probabilmente conseguente all’allarme Bia-Alcl, poi rientrato” dichiarano i membri dell’Isaps (leggi il nostro approfondimento su protesi mammarie e rischio linfoma Bia-Alcl qui).  

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sono gli interventi di mastoplastica additiva eseguiti in Italia nel 2019

L’Italia non fa eccezione:  in tutto le operazioni di chirurgia estetica per il seno sono state oltre 107.000, secondo le statistiche appena pubblicate da Isaps . Il dato include le operazioni di mastoplastica additiva,  la ricostruzione del seno dopo l’asportazione di un tumore (mastectomia), il lifting per ringiovanire le mammelle, le ‘ginecomastie’ (sviluppo anomalo delle mammelle nell’uomo) e le operazioni di rimozione e/o sostituzione delle protesi. 

Più nel dettaglio, nel nostro Paese, anche secondo l’ Osservatorio AICPE – AICPE – Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, riprende gli stessi dati confermando che nel 2019 sono stati registrati circa 56.073 interventi chirurgici per aumentare il seno (il 17,8% del totale degli interventi), con un incremento del 6,6% in più rispetto al 2018, il che posiziona questo intervento anche da noi al primo posto tra i più richiesti.  

Poi ci sono gli interventi di ingrandimento in cui si impiega il proprio grasso (per aumentare in media di una taglia): si tratta di un settore di nicchia, poco monitorato ma  cinque anni fa in Italia pare lo abbiano  scelto 1.656 pazienti, nel 2017 invece oltre 4.000 persone. Purtroppo non ci sono statistiche complete e fare considerazioni su questa scelta pare prematuro ma, a detta degli specialisti che praticano questa tecnica, prosegue il trend positivo. 

Infine vanno considerati gli interventi per ringiovanire il seno, il cosiddetto lifting, in cui si interviene sollevando i tessuti senza inserire alcun dispositivo mammario. 

I dati definitivi del 2020 e quelli del 2021 per tutte queste diverse opzioni chirurgiche non si conoscono ancora, ma vista la gran voglia di ricominciare a vivere una socialità che il Covid-19 ha oggettivamente mutilato, gli specialisti si aspettano una ripresa. 

Perché la mastoplastica additiva è il ‘ritocco’ estetico più praticato?

A fronte di questi dati, sorge spontaneo chiedersi perché il seno sia la parte del corpo su cui si concentra di più l’attenzione femminile, quando si tratta di scegliere se intervenire chirurgicamente per modificare il proprio aspetto.  

Una risposta ufficiale non c’è ma sono molte le riflessioni dei chirurghi plastici di tutto il mondo che sostengono come il seno sia il punto focale della femminilità nei paesi occidentali, croce e delizia delle donne a partire dalla pubertà in poi.  Gli stessi specialisti dichiarano che questo tipo di intervento sia spiccatamente migliorato negli anni tanto da dare risultati sempre più naturali. Da qui la maggiore confidenza del pubblico femminile. 

Non mancano alcuni sondaggi, svolti regolarmente da cliniche e società scientifiche generalmente statunitensi, che dimostrano come per molte donne sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva migliori la qualità della propria vita, la fiducia in sé stesse e aiuti a sentirsi più femminili. 

Ci piacerebbe sapere l’opinione delle donne in prima persona e ci ripromettiamo di sondare questo tema così delicato. 

Foto da archivio

Mastoplastica e lifting del seno, in 4 anni l’incremento è netto

Nel 2015, stando ai dati ISAPS, International Society of Aesthetic and Plastic Surgery, il numero di interventi di mastoplastica additiva in Italia erano 21.744, i casi di rimodellamento con trasferimento di grasso corporeo prelevato da altre sedi 1.656 e gli interventi di lifting del seno o mastopessi  7160. 

Quattro anni dopo, nel 2019, sempre in base ai dati raccolti dalla rete ISAPS, eravamo sesti nel mondo dopo USA, Brasile, Messico Russia e Germania per numero di interventi di mastoplastica additiva con 56.073 operazioni: il 17,8 % del totale delle procedure estetiche chirurgiche praticate nella Penisola. Nello stesso anno le mastopessi, cioè il lifting ringiovanente per il seno, sono state 20.475. 

Ricominciare dopo il cancro al seno, cosa scelgono le donne?

La proporzione di interventi di ricostruzione del seno o inserzione di espansori  mammari (l’espansore è una sorta di palloncino che prepara i tessuti all’inserimento della protesi), effettuati dopo l’asportazione di un tumore mammario, sono stati nel 2105 46,05 su 100 interventi demolitivi della mammella, e 51,71 su 100 nel 2019 (fonte: Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali)

Quindi in 4 anni la percentuale di donne che dopo un cancro decide di ritornare alle forme precedenti l’operazione è cresciuta del  5.6 per cento.

La tendenza che è ancora più evidente se confrontiamo i dati del 2012 contro quelli del 2019: in questo caso l’incremento è di circa il 10 %.

Rimanendo sui numeri, c’è un altro dato interessante che merita di essere citato: delle donne operate di mastectomia solo una su quattro è a conoscenza delle diverse opzioni per la ricostruzione del seno (Fonte: Giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria, Bra Day 2020).  Eppure, via via che il carcinoma mammario diventa sempre più curabile (oggi più di otto donne su 10 sopravvivono alla malattia) la mastoplastica ricostruttiva – se la donna la desidera – è considerata parte della cura tanto che rientra nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, giocando un ruolo chiave nel percorso riabilitativo, migliorando la qualità della vita di chi ha affrontato la malattia e ne porta i segni.

CHIRURGIA ESTETICA (AUMENTO VOLUME E LIFT)

Fonte ISAPS Global Statistics

CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA IN ITALIA

Quante donne scelgono di riavere il proprio seno dopo la mastectomia? Sempre di più. In quante decidono di rifare il proprio seno subito dopo l’eliminazione del cancro? Qui la fotografia degli ultimi 5 anni, riassunta dal Programma nazionale esiti ospedali di tutta la penisola (su ricostruzione o inserzione di espansore in contemporanea alla mastectomia, dati ogni 100 interventi chirurgici demolitivi).

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interventi ricostruttivi nel 2012
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interventi ricostruttivi nel 2015
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interventi ricostruttivi nel 2017
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interventi ricostruttivi nel 2019

(fonte programma nazionale esiti AGENAS)

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