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Chirurgia del seno, quanto costa?
Foto da archivio

Chirurgia del seno: quanto costa?

di Maria Teresa Bradascio

Quanto costa rifare il seno? È la domanda che ricorre di più online e sui social ci si scambiano tariffari, prezzi, sconti, coupon, viaggi-risparmio e anche molta confusione. È possibile farsi un’idea precisa? Cosa si deve considerare fra i costi e quanto la qualità e la sicurezza incidono sul prezzo finale? Come orientarsi? Abbiamo fatto una ricerca e una check list per scegliere in modo informato e più sicuro. 

Rifare il seno dopo un tumore, per la disforia di genere o per malformazioni

Per fare chiarezza, in primis, ci vuole un distinguo fondamentale e la prima informazione da tenere a mente è la seguente: in Italia, dopo un tumore al seno, l’intervento di ricostruzione della mammella nelle Breast Unit ospedaliere è interamente a carico del Sistema Sanitario Nazionale, perciò gratuito. Così come lo sono gli eventuali interventi successivi al primo, quando necessari. 

L’intervento è ancora gratuito in presenza di malformazioni delle mammelle e nei casi di disforia di genere ben documentata, sebbene in questo ultimo caso l’operazione nelle strutture pubbliche sia disponibile solo in alcune regioni. 

Nell’ambito della chirurgia del seno, quindi, alcuni interventi sono mutuabili, altri invece – la cui finalità è estetica – hanno dei costi, non si effettuano nelle strutture pubbliche ma nelle cliniche private. 

Costo medio per un intervento di mastosplastica additiva

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costo medio in Italia
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costo medio in Germania
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costo medio in Svizzera
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costo medio in Polonia
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costo medio in Austria
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costo medio in Croazia

Il seno nuovo con la chirurgia estetica

Qual è il costo medio per un intervento di ‘mastoplastica additiva che ha lo scopo di aumentare le dimensioni del seno con l’utilizzo di protesi mammarie? 

Ovviamente, a seconda del tipo di operazione e delle protesi scelte, il prezzo varia, ma in media nel nostro Paese oscilla dai 6.300 ai 7 mila euro, come riportato sul sito estheticon.it

Quasi come Germania e Svizzera (rispettivamente 6.400 e 7.250 euro); circa quattro volte di più rispetto alla Polonia (1.750 euro) e due volte di più rispetto ad Austria (3.300) e Croazia (3.160 euro). 

Più nel dettaglio nella valutazione dei costi-benefici è bene considerare il valore dell’intervento, al di là del prezzo, per valutare cosa viene davvero offerto.

Incidono infatti molte altre voci, importantissime, come la reputazione del chirurgo, la struttura nella quale si viene operati, i presidi (protesi) usati e le eventuali garanzie, oltre all’assistenza a lungo termine.

Foto da archivio

Rifarsi il seno ‘lowcost’ all’estero? Il fenomeno è mondiale

Pare essere florido il cosiddetto “turismo della chirurgia estetica” che rientra nel più ampio fenomeno del turismo sanitario, cioè viaggiare per potersi operare altrove. 

A livello generale, secondo uno studio di Astoi Confindustria Viaggi, ogni anno più di 350 mila italiani si recano all’estero per cure mediche di diverso genere, attratti principalmente dai costi più bassi e dalle numerose offerte. In alcuni Paesi, infatti, i prezzi sono di circa il 50% inferiori rispetto a quelli italiani e ci sono casi in cui il risparmio è ancora maggiore, fino al 90%. Considerando i dati forniti da Patients Beyond Borders, per gli americani, per esempio, andare in India permette di risparmiare dal 65 al 90%, in Malesia fino all’80% e in Thailandia fino al 75%. 

Tutti questi Paesi, notando il trend in continua crescita e il grande ricavato economico – a livello internazionale il turismo medico genera un giro d’affari di circa 70 miliardi di dollari – stanno puntando molte risorse per incentivare questo fenomeno e offrire sempre più servizi. 

E per la chirurgia estetica, quali sono le mete più gettonate? Per gli italiani, luoghi lontani come Indonesia, Colombia, Brasile, Argentina, maanche mete più vicine come la Tunisia e i paesi dell’Est, in particolare Ucraina, Ungheria, Romania e Polonia. (estheticon.it)

Nel 2019, secondo i dati dell’ultimo report dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), i paesi con la più alta percentuale di pazienti stranieri sono stati la Thailandia (in media 33,2%), il Messico (22,5%) e la Turchia (19,2%). 

L’intervento più richiesto è proprio quello di mastoplastica additiva: in circa il 53% dei casi è stato effettuato su donne tra i 19 e i 34 anni.

Un pacchetto vacanza all’estero è generalmente tutto incluso (vitto, alloggio e intervento di chirurgia plastica) e i prezzi sono stracciati. Leggiamo che costerebbe solo 2.600 euro volare dall’Italia verso la Tunisia, trascorrere una settimana in albergo e farsi rifare il seno (fonte estheticon.it). È davvero oro quel che luccica?

Viaggi all’estero, l’allarme dei medici

Sul fenomeno delle operazioni estetiche low-cost fuori dai confini del proprio paese si esprimono in modo molto critico le principali società di chirurghi plastici ed estetici mondiali. È recente l’appello della Società europea di chirurgia plastica che denuncia anche nuovi rischi dal momento in cui l’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha stravolto le vite di tutti.

“Il turismo medico dovrebbe fermarsi in un mondo che sta lottando contro la pandemia Covid-19!”: è infatti il messaggio lanciato le scorse settimane dalla European Society of Aesthetic Plastic Surgery a fronte del fenomeno che pare non rallentare. 

La società scientifica si appella agli stessi medici invitandoli a non far parte di questo circuito ricordando anche che dalla pandemia l’assistenza ospedaliera è orientata ad altri tipi di emergenze. “Si prega di essere consapevoli che i pazienti che ritornano dall’estero con complicazioni dopo un intervento di chirurgia estetica, rischiano di ottenere una priorità molto bassa nel Sistema Sanitario Nazionale”, si legge sul documento. 

Gli ospedali sono impegnati ad affrontare l’emergenza Covid e, sebbene le complicanze dopo un intervento di chirurgia estetica siano rare, comunque potrebbero esserci. 

La società scientifica boccia il turismo medico-estetico senza appello e ricorda che viaggiare in aereo subito dopo un’operazione chirurgica potrebbe aumentare il rischio di sviluppare trombosi venosa. Inoltre, in caso di complicanze, non ci si può rivolgere allo stesso chirurgo dal quale si è stati operati. Al primo posto, scrivono gli esperti rivolti ai chirurghi stessi, ci deve essere sempre la sicurezza del paziente, e per questo è importante evitare che si spostino per un intervento del genere. 

Per dovere di cronaca, e per far riflettere chi è tentata dal fare le valigie per risparmiare, ricordiamo il recente caso del ‘chirurgo plastico’ italiano che in realtà aveva solo la licenza media e che, per oltre un anno, ha ingannato diverse cliniche private in Romania spacciandosi per chirurgo estetico. Ne hanno parlato i principali giornali ma il falso medico era recidivo e aveva già subito una condanna in precedenza (fonte: https://bit.ly/3y70yti ). Di storie del genere negli anni ne abbiamo lette tante, non dimentichiamole. 

Rifarsi il seno grazie a Groupon?

Se la finalità è risparmiare, però, sembra esserci un altro modo per poter effettuare l’intervento a prezzi più bassi senza muoversi dalla propria città. Sconti, coupon e prezzi stracciati circolano anche in Italia. 

Perfino Groupon, come si può scoprire facendo una piccola ricerca, propone per la chirurgia estetica moltissime offerte che permettono di avere sconti fino al 70%: ci sono, per esempio, perfino buoni da 5 mila o 6 mila euro. Per la mastoplastica additiva, le offerte comprendono quasi sempre: visita preliminare con il chirurgo plastico, intervento e visite post-operatorie. 

In ogni caso, come sottolineato anche dall’Isaps – Società internazionale di chirurgia plastica estetica – per ogni tipo di intervento, è necessario scegliere con attenzione il chirurgo e assicurarsi che sia specializzato per l’intervento che si vuole fare. 

Foto da archivio

Cosa chiedere prima di scegliere? 

(a cura del team Mani sul Cuore)

La chirurgia estetica è una cosa seria e una volta che ci si sottopone non si torna indietro. È fondamentale informarsi e decidere ponderando tutti i pro e i contro. Scegliere in base al prezzo, agli sconti e alla bellezza di un sito internet o di una chat fatta con un operatore potrebbe rilevarsi un grave errore.

Ecco la check list da spuntare per fare la scelta migliore, in 10 step:

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