“L’intelligenza artificiale in ospedale affianca già le attività umane, soprattutto in medicina: pensiamo alla radiologia, e in particolare alla lettura delle mammografie di screening, in cui un lettore umano viene affiancato da un lettore IA. I dati mostrano una riduzione significativa dei richiami alle pazienti per falsi positivi. Nella valutazione delle immagini l’IA sbaglia difficilmente e sarà molto utile anche in anatomia patologica, dove esistono pattern visivi ripetitivi che guidano la diagnosi. A mio avviso, i patologi saranno sostituiti dalle macchine in futuro, seppure non nel breve periodo.”
In sala operatoria: IA, robot e chirurgia da remoto
“Nelle discipline chirurgiche in cui la manualità fa la differenza, come in chirurgia plastica, l’IA potrà essere un ausilio alle nostre manovre. Nel caso della chirurgia del cancro della mammella, ad esempio, potrà essere utile per la visualizzazione intraoperatoria delle lesioni non palpabili e, insieme alla realtà aumentata, ci permetterà di ‘vedere’ durante l’intervento. Anche la chirurgia robotica potrà assistere il chirurgo: oggi siamo noi a muovere i bracci robotici, ma l’IA applicata al movimento del robot abbasserà ulteriormente il margine di errore. Si comincia a parlare anche di chirurgia robotica a distanza: in Corea hanno già eseguito un intervento di questo tipo. Penso che in sala operatoria avremo i robot e un essere umano che ne controllerà i movimenti, anche da remoto” precisa Rocco.
Negli ospedali alcune figure professionali saranno sostituite dall'IA
“Il personale amministrativo, ma anche i processi di valutazione delle performance dei servizi ospedalieri, l’analisi degli esiti e dell’efficienza potranno essere gestiti dall’IA al posto del personale della direzione sanitaria” spiega Rocco.
Chi sarà responsabile dell'operato delle macchine?
“Sarà sempre una persona, o un gruppo di persone o un’azienda, a rispondere anche degli errori dell’IA. C’è assolutamente bisogno di regolamentare il settore — per l’uso dei dati sensibili, la privacy e le responsabilità — e mi riferisco a regolamenti definiti a livello europeo.”




