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Seno asimmetrico

Seno asimmetrico: quando un seno è diverso dall’altro

di Silvia Mari

Ci sono donne che convivono da quando sono adolescenti con seni molto diversi tra di loro. Una mammella tanto più grande, oppure una con una forma molto diversa dall’altra, a volte l’assenza totale del seno o una vera e propria ‘gigantomastia’ ovvero una crescita sproporzionata del tessuto mammario. Accade poi, soprattutto in età adulta, per una maggiore consapevolezza o per cambiamenti della propria vita, che alcune donne non accettino più questo tipo di anomalie e desiderino correggerle. Abbiamo chiesto come e cosa fare al chirurgo plastico dell’Ifo di Roma, Marcello Pozzi.

Quante donne hanno il seno asimmetrico?

Secondo varie fonti oltre il 50% delle donne riferisce un’asimmetria del seno, ma non sono tutte ‘evidenti o patologiche’. “Non esiste una differenza di percentuali in ambito italiano o mondiale o europeo. L’asimmetria- chiarisce il chirurgo- riguarda l’80% delle donne, ma a volte, molto spesso, sono differenze impercettibili a occhio nudo sia per volume o forma, posizione del capezzolo, o altezza della ghiandola”.

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Oltre il 50% delle donne riferisce un'asimmetria del seno

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Perché il seno è asimmetrico?

“E’ una patologia pressoché congenita in cui si verifica una differenza di volume, di posizione o di forma delle mammelle, che può essere anche dovuta a una malformazione della parete toracica che influenza così la forma del seno. Le cause congenite – spiega il chirurgo – sono il mancato sviluppo ghiandolare, un’ ipoplasia appunto, o anche una mammella cosiddetta tuberosa con una forma molto diversa dall’altra. E’ una patologia asintomatica e rappresenta di fatto un problema estetico e psicologico, non un problema funzionale, e proprio perché si sviluppa in età puberale e da adolescenti può dare un disagio enorme”. Poi possono incidere: “la gravidanza, l’allattamento, lo sviluppo in età puberale, grandi variazioni di peso, la menopausa e in generale tutti i cambiamenti ormonali”.

L'asimmetria del seno è una patologia pressoché congenita

Le donne con seno asimmetrico sono più predisposte al tumore al seno?

“Non c’è un numero preciso su questo però sicuramente- avverte Pozzi- viene considerato un fattore di rischio proprio per le origini genetiche che può avere”.

Con l'allattamento una mammella è più grande delle altra, perché?

Accade che l’asimmetria del seno possa essere indotta dall’allattamento per una preferenza del bambino, ad esempio, per una produzione non uniforme di latte tra le due mammelle, o per l’aumento e dimagrimento post gravidanza o una forte variazione di peso e ormonale a cui i due seni non rispondono nel medesimo modo per una diversa elasticità della pelle, – spiega Pozzi.

Allattamento seno asimmetria
Allattamento seno e asimmetrie

La menopausa può causare asimmetria mammaria?

“I cambiamenti ormonali come dicevamo possono determinare un’asimmetria del seno- spiega il chirurgo Pozzi- il grasso dopo la menopausa tende ad aumentare ma non è detto che questo avvenga nelle due mammelle in modo identico: a volte aumentano in modo simmetrico, a volte no”.

Come si può correggere l’asimmetria del seno?

“Si può optare per l’intervento chirurgico anche con uso di protesi per aumentare il volume, oppure una ‘mastopessi’ riduttiva se si tratta di una mammella troppo grande rispetto all’altra. Si può anche utilizzare il proprio stesso grasso per correggere piccole diversità e raggiungere un’armonica simmetria, – spiega Pozzi. – Prima dell’intervento è necessario fare un’ecografia mammaria nelle giovani, nelle donne dai 35-37 anni è bene fare sia l’eco che la mammografia. Devono rivolgersi al senologo e al chirurgo plastico. Ma attenzione, pur essendo una malformazione, il sistema sanitario nazionale non prevede di trattare questi interventi perché sono considerati “estetici”.

Quanto costa correggere l’asimmetria mammaria?

“Il costo medio di un chirurgo esperto per questo tipo di intervento è di 5mila euro. Può variare dai 4 ai 7mila, al netto delle spese di clinica e protesi laddove si utilizzino. Quindi- riepiloga il chirurgo plastico Pozzi- il costo totale per una donna va dai 9 ai 12mila euro”.

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it“

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