Facebook
Twitter
LinkedIn
Facebook
Twitter
LinkedIn

Cosa manca all’IA in ospedale o in clinica? L’empatia e il contatto umano sono necessari alle pazienti e ai pazienti

di Agnese Ferrara

Si prevede che il mercato globale degli infermieri robotici raggiungerà oltre 2,7 miliardi di dollari entro il 2031, ma c’è chi dubita che gli assistenti sanitari possano essere sostituiti o ridotti. Ai robot manca un ingrediente che non potrà mai essere aggiunto: l’empatia e la vicinanza ai malati, a chi si rivolge a un ambulatorio alla ricerca di assistenza, risposte e conforto in una situazione di fragilità o disagio.

Lo dimostra una ricerca pubblicata sull’Hastings Center Report, secondo cui il nucleo dell’assistenza infermieristica — la sua responsabilità morale — deve rimanere una responsabilità guidata dall’essere umano.

IA e il valore relazionale

“Sebbene i sistemi di intelligenza artificiale siano ora in grado di simulare l’empatia e generare risposte contestualizzate” spiega Connie Ulrich, docente di etica medica e politica sanitaria presso la Penn Nursing, “l’IA è priva di coscienza, intenzionalità e responsabilità. Agli algoritmi manca la coscienza necessaria per una vera responsabilità morale e manca il valore relazionale. L’assistenza infermieristica è caratterizzata da una ‘presenza terapeutica’ e da uno scambio intuitivo di umanità condivisa che gli algoritmi non possono replicare.”

“I pazienti si rivolgono alle strutture sanitarie per essere ascoltati, visti e valorizzati da professionisti qualificati, non per ricevere cure dalle macchine” affermano gli autori. “Sebbene l’intelligenza artificiale possa simulare la compassione, non può ‘prendersi cura’.”

Fonte: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1002/hast.70030

Riproduzione riservata; citazione parti solo con fonte “manisulcuore.it“

Condividi sui tuoi social:
Facebook
LinkedIn
Potrebbe interessarti anche: